Adunata Alpini trionfo dell’italianità

Adunata Alpini: trionfo dell’italianità

Alzi la mano chi vedendo gli alpini sfilare durante le loro adunate non si è sentito orgoglioso di essere italiano. Sarete sicuramente pochissimi. Fieri, eleganti e felici con i loro cappelli dalle lunghe piume nere trionfanti sfilano durante le loro adunate con grande spirito di appartenenza ad un corpo storico del nostro sistema militare che ha conseguito innumerevoli successi avuti sia sul campo di battaglia ma soprattutto nelle loro significative e sempre più frequenti opere di sostegno in concomitanza di eventi avversi avvenute durante il corso della storia sin dalla nascita della loro fondazione.

Trasmettono senso di tenacia, oltre che come prima detto di appartenenza, hanno un impatto marcato sul patriottismo e tutti si mostrano orgogliosi di mostrare il loro vessillo del loro corpo come simbolo di forza e di fratellanza fedeli e amanti di un unico simbolo: il tricolore della bandiera italiana.

Le loro adunate sono tutte le volte foriere di record storici come numero di partecipanti che arrivano da tutto il mondo, ed in queste avventure ci si ritrova coinvolti, magari non da protagonisti, in una serie di eventi nella tre giorni di organizzazione che richiamano l’attenzione di diversi curiosi che da semplici spettatori si ritrovano coinvolti nelle diverse iniziative ed appuntamenti.

Trento 2018: l’adunata per la pace

E’ stata la città di Trento nel 2018 ad organizzare la sua 5a ospitata per l’adunata degli alpini che ha riscosso, come sempre un enorme successo di partecipanti con numeri record.

La città non è stata scelta a caso ma come simbolo della vittoria avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale.

Svoltasi nei giorni che vanno dal 10 al 13 Maggio ha visto la partecipazione di ben 80 mila penne nere che sono convolate sulla città da tutte le parti del mondo, oltre che dall’Italia naturalmente, per la loro 91a adunata che ha avuto come messaggi guida i seguenti: “Per gli alpini nulla è impossibile” ed “Adunata per il ricordo della pace”.

Già, proprio questo secondo messaggio è stato il lite motiv dell’adunata che ha coinvolto i partecipanti nel ricordo del Centenario della fine della Grande Guerra; difatti questa data così importante ha determinato che fosse identificato come unico simbolo per questa grande festa una colomba che ha da sempre rappresentato la fratellanza tra i popoli.

Le eleganti penne nere con i loro spettacolari cappelli hanno marciato, chi in fuoristrada, chi seguendo la loro caratteristica andatura, chi sotto la guida della loro inseparabile tromba a dettare il passo, per le strade della città per ben 13 ore: ulteriore manifestazione di tenacia fisica.

Le presenze illustri

Questa festa ha visto per giunta anche la partecipazione della Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in concomitanza dell’evento così importante e pregno di significato ha aperto ufficialmente l’adunata con la deposizione di una corona al mausoleo di Cesare Battisti per poi prendere parte alla sfilata ricevendo un saluto ufficiale, quello militare che si riserva alle alte cariche dello Stato, tramite gli onori del picchetto armato del II° reggimento Genio Guastatori soffermandosi davanti al Labaro dell’Ana, sul quale sono appuntate 216 medaglie al Valor Militare. Il tutto coronato contemporaneamente dal passaggio di un altro simbolo dell’Italianità nel mondo, il sorvolo delle frecce tricolore che hanno colorato con i colori della nostra bandiera i cieli della città.

Oltre al Presidente Mattarella, il palco d’onore della manifestazione ha registrato la presenza delle più alte cariche delle Stato, dal presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro della difesa Roberta Pinotti, Il capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Claudio Graziano, quello dell’Esercito, gen. Salvatore Farina e per finire le autorità del territorio, il Presidente della provincia Autonoma Ugo Rossi, ed il sindaco della città Alessandro Andreatta.

L’adunata dai grandi numeri

IL bilancio dell’adunata del 2018 ha visto come al solito registrare una manifestazione dai grandi numeri; in manifestazioni di questa portata la macchina organizzativa presente alle spalle dell’evento deve pianificare ogni singolo dettaglio per l’enorme flusso di partecipanti convenuti a tale evento.

Difatti, oltre ai già citati 80 mila alpini, si sono registrati, nella 3 giorni dell’ evento, oltre 500 mila presente che hanno portato alla città ed all’intera provincia un impatto economico di circa 120 milioni di euro.

Basti pensare che nei giorni dell’adunata si è registrata la vendita di 52 mila tricolori della bandiera italiana, ci sono state 90 mila visite alla Cittadella della Protezione Civile mentre sono state 72mila quelle alla Cittadella degli Alpini, hanno contribuito a gestire l’evento circa 800 volontari della Protezione Civile Ana, e la piattaforma on-line messa in campo della stessa Associazione Nazionale Alpini ha registrato 50 mila visualizzazioni streaming del corteo da 20 Paesi nel mondo.

Tirando le somme dell’evento, anche quello di Trento si è dimostrato essere un grande successo sia di pubblico ma anche per la ricaduta economica sull’intero territorio oltre che per il fine dell’evento che ha riportato alla luce nella memoria collettiva un evento scolpito nella storia della nostra nazione e per il quale molti nostri connazionali sono caduti sul campo di battaglia per garantirci la libertà di cui oggi godiamo. E scusate se è poco.