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appuntamenti

27 Aprile

Ore: 20:00

La rappresentazione teatrale, tutta incentrata sul tema dell’assurdità della guerra, ha come nucleo centrale dei versi emblematici: (…) m’hanno insegnato ad ubbidire / senza far domande, piegando la testa / m’hanno detto di sparare al nemico: ma adesso che vedo come la guerra / tutto distrugge e devasta / tutto cancella e annienta, / anch’io dico basta e mi chiedo / se vale la pena questa follia collettiva / questo rifiuto ad essere uomini (…). Ad essa seguiranno due riflessioni, una di un filosofo ed una di uno storico, intervallate dalla lettura di alcune poesie di Ungaretti e Montale. Al coro Castel Pergine spetterà, con la sua musica, sottolineare gli eventi più significativi e toccanti della rappresentazione

Pergine, Teatro Comunale

27 Aprile

Ore: 20:00

Il volume, curato dagli alpini di Isera e dal gruppo filatelico numismatico di Rovereto, è articolato su tre filoni portanti, fra loro intersecati. Il primo riguarda quanti sono partiti per la guerra come soldati austroungarici e che al rientro, dopo essere passati per Russia, Cina ed America, si sono trovati sudditi del Regno d’Italia. Il secondo vuole ricordare i profughi, donne e bambini soprattutto, costretti ad abbandonare le loro case per essere internati nelle lontane terre di Boemia, a causa dell’infuriare della guerra. Il terzo, infine, fa riferimento alla costruzione delle imponenti opere di difesa militare, volute dalla direzione del Genio Militare di Riva, sull’Asmara e sul monte Faé. La lettura dei documenti come quella delle lettere, delle cartoline o dei fogli matricolari ci rende partecipe delle sofferenze e degli eventi che videro quegli uomini essere, loro malgrado, spettatori passivi e, nel contempo, protagonisti.

Isera, Cantina Sociale

29 Aprile

Ricordare don Carlo Gnocchi non significa solo parlare di un uomo carico di amore per i giovani, significa per noi, vedere l’alpino cappellano, chino sulla sofferenza di migliaia di alpini, tra i sentieri della guerra, nei silenzi smarriti della terra russa, o sui fronti greco – albanese. Significa vederlo intento a scrutare, con sguardo tenero ed appassionato, “l’uomo. L’uomo nudo; completamente spogliato, per la violenza di eventi troppo più grandi di lui, da ogni ritegno e convenzione, in totale balìa degli istinti più elementari, emersi dalle profondità dell’essere.” Significa vederlo, sopravvissuto al conflitto, girare per l’Italia a portare ai familiari le ultime volontà dei loro congiunti morti o gravemente feriti in terra di Russia; rivolgere la sua opera assistenziale dapprima agli orfani degli alpini, poi ai “mutilatini”, i piccoli invalidi di guerra o civili, ed infine ai bambini affetti da poliomielite; e donare, morente, le sue cornee a due giovani ciechi

Pergine, Rotatoria di Villa Rosa

04 Maggio

Ore: 20:00

Allo scoppio della guerra poco più di 100.000 trentini, quasi un terzo dell’intera popolazione, venne esiliato dai due eserciti in lotta. Circa 75.000 persone, per lo più donne e bambini, vennero internati in Austria, Moravia e Boemia ed ammassati in immensi campi profughi (le “città di legno”), con l’unico conforto dei loro parroci, che li avevano seguiti nell’esilio. Altri 35.000 vennero internati nel meridione d’Italia. Tutti, ovunque fossero, vennero sempre trattati con diffidenza ed ostilità. Un discreto numero venne anche internato sia dalle autorità austriache sia da quelle italiane perché sospettato di essere filo italiano od austriacante. Questa diaspora portò alla “scomparsa” di un popolo e fece vivere a ciascuno, per anni, una via crucis che lo avrebbe segnato per sempre.

Borgo Valsugana, Auditorium Comunità di Valle

04 Maggio

Ore: 17:00

La globalizzazione della guerra, con le battaglie, la militarizzazione dei territori e le razzie, provocò il crollo dei raccolti oltre allo svuotamento dei magazzini, con ricadute sui civili – le famiglie nelle retrovie furono vittime di carestie e di malattie da carenze alimentari gravi – e sui militari il cui rancio diventava ogni giorno più esiguo e scadente. Basti pensare al fatto che i pasti venivano cucinati nelle retrovie e trasportati in linea durante la notte. In questo modo la pasta o il riso si trasformavano in blocchi collosi; il brodo in gelatina e la carne in pietra. Tutto diventava immangiabile, soprattutto quando fosse stato riscaldato in trincea. Alla bassa qualità si sopperiva con la quantità. L’acqua potabile invece rappresentò sempre un problema che venne parzialmente risolto nel corso del 1917.

Trento, Sede ANA Trento

05 Maggio

Ore: 16:00

Il Coro S. Ilario, assieme alla fisarmonica di Renzo Ruggeri ed alla poesia di Antonia Dalpiaz, dà vita, con i suoi canti, ad un racconto che ci porta dentro alla follia della guerra ed alla sofferenza di migliaia di uomini, dalla diversa divisa, ma con sentimenti e volontà identiche. L’azione scenica ci riporta al 1917 e alla 12a battaglia dell’Isonzo, conclusasi con la rotta di Caporetto. Si inizia ricordando il fiume Scamandro – pagina dell’Iliade, rivisitata da Alessandro Baricco, – che si scaglia contro Achille per aver gettato nelle sue acque i corpi di molti giovani eroi troiani e che, stanco ed adirato, gli urla la sua incapacità di portarli tutti al mare. Con un parallelismo storico di rara efficacia, a questa pagina viene contrapposta. La leggenda del Piave che ci mostra il fiume “combattente”, “rosso del sangue del nemico altero” che, affiancandosi al Regio Esercito comanda: “non passa lo straniero!”

Pozzacchio, Forte Pozzacchio, Trambileno

05 Maggio – 09 Giugno

Ore: 18:30

Il diario e le fotografie del capitano Mario Andreatti (del 56° rgt. Marche) sono al centro del libro “La guerra di un uomo tranquillo 1930-1945” e della relativa esposizione fotografica. Nel volume sono ripercorse le vicende del capitano, in particolare nel corso dell’iniziativa verrà posto l’accento sul richiamo in servizio presso la Caserma di Strigno. Nel suo diario, il capitano Andreatti ripercorre le vicende personali che spaziano dalla vita militare degli anni Trenta e giungono nel corso degli anni Quaranta ai fronti di guerra del secondo conflitto mondiale e alla prigionia dopo l’armistizio del 1943.

Castel Ivano – Strigno, Biblioteca comunale

06 Maggio

Ore: 20:30

Passaggio della Stecca

Rovereto, Sala Filarmonica

11 Maggio

20.30

La mostra, sostenuta dall’Associazione l’Uomo Libero, il Comitato Ta Pum, patrocinata da Fondazione Caritro ed in collaborazione con l’Ufficio Stampa del CNR, racconta, attraverso una accurata selezione delle copertine della Domenica del Corriere dal 1915 al 1918 disegnate da Achille Beltrame, non tanto la guerra “guerreggiata”, cara alla retorica del tempo, bensì la guerra “vissuta” nel quotidiano dai nostri soldati alla Fronte. 50 copertine scelte tra oltre 500 descriveranno la storia incredibile di questi uomini e degli animali che li hanno fedelmente accompagnati nelle mansioni di tutti i giorni, pagando anch’essi un prezzo altissimo in termini di vite. I testi che accompagnano le immagini sono stati criticamente vagliati dai bollettini ufficiali dello Stato Maggiore dell’Esercito, dai racconti di chi la guerra l’ha vissuta e da quanti l’hanno seriamente studiata.

Borgo Valsugana, Auditorium della Comunità

11 Maggio

20.30

Protagonista della pièce teatrale è una donna, emblema di tutte le donne, che è rimasta a casa ad attendere che il marito, il fidanzato, il padre o il fratello, tornino a casa dal fronte. Attraverso le lettere che riceve, grida la sua nostalgia ed il desiderio che la guerra finisca al più presto. Attraverso le lettere racconta sia la vita al fronte sia il dramma del suo vivere quotidiano. La sua estenuante attesa, infatti, è scandita dal susseguirsi dei risvegli mattutini che si alternano a notti di solitudine e sogni. Sogni talvolta delicati e pieni di speranza, talvolta, invece, colmi di terribili presentimenti sugli orrori vissuti dai soldati in trincea. 
L’armonica a bocca, essenziale per non morire, per non ammattire, per ricordare a chi lo suonava e a chi lo udiva che l’essere umano sa andare oltre la guerra, si incastra in modo molto suggestivo nella trama, diventando, di fatto, la seconda protagonista del lavoro.

Rovereto, Piazza S. Marco

11 Maggio

11.00

Deposizione della corona dall’oro al monumeto.

Rovereto, Campana dei Caduti/ Colle di Miravalle di Rovereto

11 Maggio

11.00

Deposizione della corona d’alloro al monumeto.

Rovereto, P.zza del Podestà

11 Maggio

18.00

Celebrazione eucaristica per gli “Alpini Andati Avanti” con la partecipazione straordinaria del Coro “Alte Cime” di Brescia.

Rovereto, Chiesa S. Marco

11 Maggio

Ore: 20:30

Armonicamente dal fronte

Rovereto, Piazza S. Marco

11 Maggio

Ore: 20:30

Conferenza storica e coro

Borgo Valsugana, Auditorium della Comunità

12 Maggio

Ore: 10:00

Cerimonia – Onori al Monumento all’Alpino, Sfilata con Schützen e Fanfara di Ala, Cerimonia – Onori al Monumento a Schützen.

Rovereto, Ponte degli Alpini, via Dante e via Tartarotti

12 Maggio

Ore: 16:00

Sfilata per le vie della Città con la Fanfara alpina di lizzana e la Banda Cittadina R. Zandonai.

Rovereto, da via Dante al MART